mbb11Mangia Bevi e Bici 2016, una giornata meravigliosa. L’obiettivo è stato raggiunto, con poco meno di 200 cicloturisti entusiasti: ma il successo non è questione di numeri (anche perché la partecipazione era a numero chiuso). Mangia Bevi e Bici non è una gran fondo amatoriale in cui contano soprattutto le cifre. A Mangia Bevi e Bici la differenza la fanno la qualità e l’attenzione: del territorio e delle persone.

A Ispra e dintorni, domenica 11 settembre, si è svolta la sesta edizione di Mangia Bevi e Bici. Probabilmente, la più bella di sempre,  la più inedita, la più calda (anche dal punto di vista climatico) e la più asciutta (soprattutto in confronto all’edizione bagnata del 2015).

Cicloturismo è pedalare in allegria, spesso con lentezza, assieme a famiglie, bambini, gente di ogni età e allenamento, attraverso un territorio da scoprire, tra il Lago Maggiore e il Lago di Comabbio: la sesta edizione ha fatto un salto di qualità sia nelle tappe enogastronomiche sia dal punto di vista culturale. La casa di Lucio Fontana, il parco artistico di Mario da Corgeno, la Fondazione Sangregorio a Sesto Calende, il monumento di Giò Pomodoro a Taino, l’atelier di Michele de Lucchi ad Angera, la mostra personale di Cosimo Damiano Latorre hanno richiamato soprattutto persone da “fuori porta” e persino turisti stranieri. Per i cicloturisti locali è stata una scoperta altrettanto entusiasmante.

mbb13Mangia Bevi e Bici non è fatta da fiumi di ciclisti, ma da tantissimi piccoli gruppi di pedalatori sorridenti che, per tutta la giornata, visitano posti poco conosciuti e degustano prodotti tipici varesini: è una pedalata a bassissimo impatto sull’ambiente, ma ad alto valore emozionale.

Alessandra Doridoni e Lorenzo Franzetti, i coordinatori dell’evento, con la LiBEreria e la Bottega del Romeo sono pienamente soddisfatti e vogliono ringraziare le tante persone che hanno contribuito a rendere speciale, unica, la sesta edizione di Mangia Bevi e Bici: i volontari della Pro Loco di Ispra, della Pro Loco di Comabbio, la Protezione Civile di Ispra, l’associazione Il Castellaccio di Capronno, la comunità slovacca del Jrc di Ispra, le amministrazioni locali, i produttori e i ristoratori, gli sponsor , alcuni commercianti di Ispra e i tanti amici che hanno capito il senso di questa manifestazione, che non è uguale alle altre, ma che vuole dimostrare al proprio territorio e agli altri (i cicloturisti in primis), il valore delle risorse culturali, naturali ed enogastronomiche che possiede il Varesotto.

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